Outsea
Lastre dal design esclusivo, realizzate con materiali provenienti dall'oceano invece che dalle cave.
Brand narrative & Strategy
Generative AI
Motion graphics
YEAR
2026
INDUSTRY
Material innovation, Recycling, Environmental technology

Dai rifiuti oceanici a materiale di design
Ogni anno, oltre 12 milioni di tonnellate di plastica finiscono nell'oceano. Outsea prende i polimeri recuperati dai fondali marini e li affina: un processo di termofusione brevettato, senza resine tossiche, senza estrazione vergine, in lastre architettoniche ad alte prestazioni. Qui i rifiuti non vengono nascosti. Diventano il materiale.


Ogni lastra sa da dove viene
Un tag NFC invisibile si trova all'interno di ogni lastra. Avvicinando un telefono alla superficie si apre un archivio: le coordinate esatte del recupero, i filmati della missione, l'impatto certificato in CO2 risparmiata e plastica estratta. Il materiale smette di essere solo decorativo e diventa responsabile: ogni metro quadrato installato è una pulizia dell'oceano che puoi verificare.


L'oceano sceglie la tavolozza
Il colore di Outsea non viene scelto in laboratorio. Senza pigmenti artificiali, il sale, il tempo e le correnti conferiscono a ogni lotto una propria impronta digitale. Le lastre sono dense e resistenti, più simili alla pietra che alla plastica, e compaiono dove meno ci si aspetterebbe di trovare rifiuti riciclati: vendita al dettaglio di lusso, superfici di yacht, mobili. Un impegno che si può toccare con mano.


